Posts Tagged ‘ Formula Uno ’

Quattro chiaccere con un campione. Intervista a Giovanni Lavaggi, ex pilota di Formula Uno

Pilota di Formula Uno, ingegnere meccanico, di origine siciliana, Giovanni Lavaggi è un tipo che non si arrende mai, intraprende ogni nuova sfida, pronto a realizzare i suoi progetti.

147 gare disputate, 15 vittorie assolute, 11 pole position, 9 giri più veloci in gara, vincitore della 24 ore di Daytona nel 1995, della 1000 Km di Monza nel 2001, questo ed altro è Giovanni Lavaggi.
Parliamone direttamente con lui.
 
Giovanni, com’è nata la passione per i motori?
 
Se mi chiede come è nata in me la passione dei motori, devo risponderle che non lo so……perché praticamente ce l’ho nel DNA. Mio padre era anche lui pilota e sono nato respirando l’odore d’olio bruciato delle macchine da corsa di un tempo. Ho ancora ben nitide delle immagini di papà in gara anche se ero molto piccolo (lui smise di correre che avevo solo 4 anni). A 6 anni guidavo il camion, seduto sulle ginocchia dell’autista, a 10 anni guidavo la macchina (da solo) a 13 usavo le moto di grossa cilindrata di mio fratello, a 14 ho iniziato a correre in moto….e tante altre cose non posso raccontarle perché vorrei evitare che qualcuno cercasse d’emulare le tante pazzie che ho fatto da ragazzino. Ecco, vede, credo che il mio primo vagito sia stato piuttosto un bruumm!
 
Quanti ostacoli e quante difficoltà ha dovuto superare per diventare chi oggi è?
 
Un’infinità, tante che non si possono neanche contare e descrivere tutte. Le dirò le più importanti:
1)   essere vissuto fino a 18 anni in Sicilia, dove, nonostante le grandi tradizioni storiche, non esisteva, almeno ai miei tempi, un vivaio di piloti, né a livello kartistico, né a livello di scuderie e team;
2)   non avere mai avuto disponibilità finanziarie, ne mie né da parte dei miei genitori, che non hanno mai visto questa mia passione come una possibile attività professionale. Questo, però, se da un lato ha rappresentato un grosso handicap per la mia carriera sportiva, dall’altro mi ha dato maggiori soddisfazioni per i risultati conseguiti, perché frutto esclusivamente del mio talento e, soprattutto, della mia tenacia;
3)   aver cominciato a correre quando ero già “vecchio”. Questo punto è stretta conseguenza dei primi due, ma certamente aver fatto le prime gare, quando ero già ventiseienne, ha complicato ancora di più lo scenario. Tutti convenivano che guidavo bene e che avevo dei numeri, ma aggiungevano subito: “Sei già vecchio non potrai mai arrivare in Formula 1”. Così nessuno se l’è mai sentita di investire sul sottoscritto ed ancora una volta sono stato costretto a fare tutto da solo. In questi anni non ho fatto solo il pilota, ma anche il manager di me stesso, il mio addetto stampa, il mio preparatore atletico ed il mio maestro in pista. Insomma autodidatta ed autosufficiente in tutto….ma che fatica!!
 
 
Ci vuole descrivere le sue emozioni quando nel 1995 ha esordito in Formula Uno prendendo parte al Gp di Hockenheim?
 
Ero molto teso perché non avevo potuto provare la vettura prima della gara e temevo di fare una brutta figura; invece dopo le prime prove libere i miei tempi erano molto vicini a quelli del mio compagno di squadra e così stupii non solo me stesso, ma anche tutti gli addetti ai lavori. In effetti i ricordi delle emozioni più grandi sono legati piuttosto alle vittorie e ad alcuni episodi particolari. Prima e durante le gare sono talmente concentrato sul da farsi che reagisco un po’ come un automa, in modo freddo e calcolatore.
Per quanto riguarda la Formula 1, Le dirò che i ricordi più intensi sono legati a due episodi particolari. Il primo risale al 1992 quando, come collaudatore della March, partecipai alle mie prime prove ufficiali all’Estoril. In quell’occasione mi trovai in pista con il grande Senna; mi passò sul rettilineo dei box ed io riuscii a stargli dietro per quasi un giro….ero felice come un bambino.
La seconda grande emozione nel ’96 quando correvo con Minardi. A Spa-Francorchamps mi dissi che avrei potuto e dovuto fare la famosa curva del Radjon in 6ª piena, ed in prove ufficiali, con le gomme nuove, ci riuscì due volte. Dalla telemetria vedemmo poi che ero uscito da quella curva a 270 Km/h, con 10 Km/h in più del mio compagno di squadra, ma il cuore mi era sembrato scoppiare in gola durante quei giri!
 
147 gare disputate: ne ricorda in modo particolare una?
 
Le ricordo tutte: quelle che ho vinto, quelle perse, le prestazioni egregie, ma anche gli errori (pochi). Naturalmente i successi più importanti rimangono maggiormente impressi nella memoria, in particolare ricordo la vittoria alla 24h di Daytona (’95) e quella alla 1000Km di Monza (2001), anche perché, pur avendo corso insieme ad altri piloti, dati alla mano, ne sono stato il principale artefice.
 
Nel 1998 Giovanni Lavaggi intraprende una nuova sfida: la direzione tecnica di un nuovo Team che prende parte al Campionato del Mondo Sport-Prototipi con una Ferrari 333 SP. Quando e perché ha deciso di cominciare questa nuova avventura?
 
Dopo aver corso in Formula 1, ogni altra categoria sembra di scarso interesse. Inoltre all’epoca avevo già 39 anni e riciclarmi su altre vetture non mi entusiasmava particolarmente. Così, anche su insistenza degli sponsor che mi avevano sostenuto fino alla Formula 1, ho cercato nuovi stimoli coniugando le mie competenze di pilota con quelle di manager (per molti anni avevo lavorato come consulente in direzione aziendale) e di ingegnere. Così ho avviato una nuova struttura, un team del quale, dopo un paio d’anni d’assestamento, ho assunto anche la direzione tecnica….e devo dire con grandi risultati e soddisfazioni.
 
Attualmente sta lavorando ad un altro importane progetto: una nuova vettura progettata interamente da Lei. Ce ne vuole parlare?
 
Questa è un’altra delle mie follie, spero l’ultima. Sin da piccolo ero affascinato dagli uomini che avevano scritto le più belle pagine dello sport automobilistico.
La  storia ha conosciuto diversi esempi di questi protagonisti che hanno dato impulso allo sviluppo delle automobili, non soltanto nel mondo dello sport, ma anche nel mondo delle auto da strada. Mi riferisco a personaggi del calibro di Enzo Ferrari, Bruce McLaren, Jack Brabham, John Surtees e altri. All’epoca, era quasi normale disegnare, costruire e assemblare una macchina da corsa nel proprio garage, portarla alle gare e, con un ulteriore spirito imprenditoriale, era anche possibile lanciare delle versioni da strada che derivassero da questi modelli da corsa. La storia ci mostra il successo straordinario riscosso da quegli uomini che hanno saputo coniugare le qualità di pilota, costruttore e imprenditore.
Sfortunatamente, sembra che i tempi, da noi chiamati moderni, non permettano più l’esistenza di uomini di questo genere. L’evoluzione tecnica, la necessità di reperire enormi fondi economici per la realizzazione di tali programmi, oltre all’alta specializzazione dei regolamenti, hanno portato alla scomparsa di tali personaggi e bisogna tornare indietro di almeno trenta anni per ritrovarne le gesta (almeno con vetture ed in categorie di alto livello).
Ecco, l’idea di partecipare alle corse con una vettura disegnata e costruita da me è stata da sempre nella mia testa e la mia avventura rappresenta il ritorno al passato, il rilancio dell’eclettica personalità del pilota-costruttore.
Chissà? Può anche darsi che l’essere nato il 18 febbraio, lo stesso giorno di Enzo Ferrari, attraverso un misterioso influsso astrologico, abbia influenzato il mio destino e sostenga la mia passione.
 
Angela Allegria
15 gennaio 2007
Annunci

Alonso secondo nel Gp del Brasile ma campione del mondo della stagione 2006

Ultimo Gran premio di Formula uno della stagione: vince Massa, Alonso consegue il secondo titolo mondiale nonostante il secondo posto. “Sono felicissimo per Felipe, ha fatto una gara straordinaria! E’ bello per lui poter essere il primo brasiliano che vince ad Interlagos dopo Ayrton Senna. Sarebbe stato bello almeno poter salire sul podio insieme a lui. Voglio fare anche le mie congratulazioni ad Alonso” ha commentato Michael Schumacher, giunto quarto a 24” da Felipe Massa, dopo una gara ancora una volta entusiasmante.

Eh già, Michael Schumacher, il più grande campione di tutti i tempi è alla sua ultima gara in carriera.

Autore di una gara in rimonta dalla quinta fila all’ultima posizione a causa di una foratura, e da li fino alla quarta posizione in un circuito piuttosto veloce, antiorario, ricco di curve e copioso di dislivelli.

L’ex iridato stringe in un caloroso abbraccio il compagno di squadra prima della cerimonia del podio, si congratula con lui, sorride e gioisce insieme a lui.

Professionalità ed umanità le due caratteristiche che connotano la figura del campione tedesco, pronto a far emozionare i suoi tifosi fino alla fine. Due campioni di fronte: Michael e Fernando, il primo alla fine della carriera ma ancora competitivo, il secondo, pronto ad accogliere nuove sfide e a raggiungere nuovi traguardi.

Due campioni diversi: da un lato il giovanissimo Alonso, lo spagnolo della Renault due volte campione del mondo, dall’altro Michael Schumacher, il più grande campione di tutti i tempi, colui che ha vinto più di ogni altro (sette titoli mondiali di cui cinque su Ferrari!), colui che ha stabilito nuove regole per essere campioni.

Due mondi diversi, due modi diversi di essere campioni.

“E’ stata una battaglia molto serrata ma e’ stato bello lottare con lui – ha dichiarato Alonso – Ho sempre detto che vincere un mondiale con Michael in attivita’ vale molto di più. Sono stato estremamente fortunato a vincere correndo con lui in pista, tutti noi gli auguriamo il meglio per la sua nuova vita e per la sua famiglia. E’ stato un piacere per noi correre con lui”.

Angela Allegria

23 ottobre 2006

In  www.7magazine.it

Alonso vicino al secondo titolo mondiale?

Ha vinto il gran premio del Giappone a Suzuka ed è virtualmente campione del mondo di Formula Uno il venticinquenne Fernando Alonso, già campione della scorsa stagione.
Michael Schumacher fuori al 37esimo giro per una fumata al motore, quel filo di fumo che è stato paragonato da qualche giornalista al filo di fumo della Madame Butterfly di Puccini, ma con esiti molto diversi.
Ora la classifica piloti vede Alonso a +10, e la classifica costruttori la Renault a + 9 sulla Ferrari.
Rimandato tutto all’ultimo Gp della stagione ad Interlagos, dove Michael Schumacher ha promesso battaglia e Alonso utilizzerà un propulsore meno potente ma più efficace. “Decideremo in settimana – spiega il pilota -, ma sceglieremo il motore più sicuro”.
La Ferrari, dal canto suo, nonostante le parole di Schumacher, “Dovrei vincere e Fernando non dovrebbe finire la gara, non mi piace augurarmi una cosa del genere”, per bocca del presidente Montezemolo, crede ancora nel miracolo. Luca Corsero di Montezemolo, infatti dichiara: “Questo mondiale finirà all’ultimo metro dell’ultimo Gp”.
Intanto l’ex iridato Damon Hill mette in guardia il giovane spagnolo affermando: “Schumacher ha detto che ormai il campionato e’ finito? Lo conosco, lui non mollera’ fino alla fine. Per questo consiglio ad Alonso di non rilassarsi e di restare concentrato fino alla fine dell’ultima gara”.
Non ci resta che aspettare il 22 ottobre per l’ultimo atto della stagione 2006, augurando nel frattempo un grosso in bocca al lupo a tutti i protagonisti del mondiale!

Angela Allegria

15 ottobre 2006

In www.7magazine.it

Addio Gran Premio di San Marino?

Nel campionato del Mondo di Formula Uno 2007, il quale partirà il 18 marzo 2007 a Melbourne, in Australia e si chiuderà il 21 ottobre 2007 con il Gp del Brasile, non si terrà il Gp di San Marino.
È ciò che ha deciso Bernie Ecclestone fissando il calendario 2007.
Resta così “inutilizzato” il circuito di Imola, intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, almeno fino a quando l’intero impianto non sarà ristrutturato.
All’Italia resta dunque solo il Gran Premio d’Italia che si correrà a Monza il 9 settembre. Stessa sorte è toccata alla Germania che rinuncia al Gran Premio d’Europa del Nuerburgring.
Il nuovo calendario prevede 17 gare contro le 18 del 2006 e fra le altre novità il reinserimento del Gp del Belgio sul circuito di Spa- Francorchamps e lo spostamento della gara di Sukuza sul circuito di Fuji, di proprietà della Tojota.
Il circuito, progettato negli anni quaranta ha ospitato la prima gara di Formula 1 il 21 aprile 1963, gara che, seppur non valida per il campionato del mondo, ha visto vincitore Jim Clark su Lotus.
La prima vera gara di F1 è datata 14 settembre 1980, data in cui si disputò il 51° Gran Premio d’Italia, in quella circostanza spostato dal circuito di Monza.
Dopo la tragica edizione del Gran Premio di San Marino del 1994, nella quale persero la vita i piloti Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, il circuito ha subito nuove e radicali modifiche, in modo da renderlo meno pericoloso. La curva del Tamburello, teatro dell’incidente di Senna durante il settimo giro della corsa, è stata sostituita da una più lenta chicane, meno spettacolare ma più sicura, mentre il curvone Villeneuve, dove perse la vita Ratzenberger nelle qualifiche è stato a sua volta soppiantato da due curve lente.

Modificato anche il tratto delle Acque Minerali, dove ora ci sono due pieghe veloci al posto della vecchia chicane, le curve Rivazza, e la Variante Bassa, punto in cui Rubens Barrichello, sempre nel 1994, rischiò la vita a causa di un brutto incidente.
Ma non solo eventi spiacevoli su questo circuito, il quale può contare ben 7 vittorie di Michael Schumacher (una su Benetton e le altre sei su Ferrari!), oltre che avvincenti duelli fra Prost, Senna, Mansell.

Jarno Trulli, il quale sta facendo alcuni test a Monza in vista dell’imminente Gp d’Italia, ha così commentato: «Se fosse una decisione definitiva mi spiacerebbe moltissimo, speriamo che Imola rientri in calendario. Come pilota italiano vorrei che ci fossero il maggior numero possibile di Gran Premi in Italia. Ma – ha aggiunto – sappiamo che in Formula 1 contano molto i giochi politici. Speriamo che Imola rientri».
Intanto scende in campo anche il Governo fissando un incontro che si svolgera’ il 6 settembre, alle ore 10.30, a Palazzo Chigi fra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani e il sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, per affrontare il tema del Gran Premio di F1 ad Imola.
Dal 2 ottobre intanto cominceranno i lavori di ristrutturazione del paddock secondo il progetto dell’architetto di Ecclestone, Hermann Tilke e poi gli altri interventi, tentando in questo modo di inserire il Gp di San Marino nella lunga pausa fra il Gp del Bahrain e quello di Spagna, cioè nell’intervallo fra il 15 aprile e il 13 maggio.
 

3 settembre 2006
Angela Allegria

In www.7magazine.it

Annunci