Lo chiamano decreto sicurezza

Polemiche, dubbi, critiche, dubbi di costituzionalità, preoccupazioni da parte di associazioni, cittadini, giuristi, finanche da parte dell’Unione Europea coinvolgono il DDL 733 B, il c.d. pacchetto sicurezza.
Fra le novità più importanti le modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, all’ordinamento penitenziario con conseguente inasprimento del regime del 41 bis con tanto di pene aumentate fino a 4 anni e carceri speciali, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina e la restrizione delle procedure per l’ingresso ed il soggiorno in Italia, la previsione di ronde formate da ex agenti per mantenere sicure le città, l’instaurazione di un registro di clochard presso il Ministero dell’Interno.
Reintrodotti il reato di oltraggio a pubblico ufficiale con pena fino a 3 anni di reclusione (Non c’è condanna, invece, se è il pubblico ufficiale a commettere atti arbitrari).
I costruttori che non denunciano il pizzo saranno esclusi dagli appalti pubblici. Controlli rafforzati anche per ostacolare il riciclaggio dei proventi della criminalità organizzata.
L’immigrazione clandestina è punibile con una ammenda da 5000 a 10000 euro.
Lo straniero che, raggiunto da provvedimento di espulsione, continua a rimanere illegalmente in Italia nonostante il provvedimento del questore, va incontro ad una pena detentiva da sei mesi a un anno se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di 60 giorni e non ne è stato chiesto il rinnovo o se la domanda di titolo di soggiorno è stata rifiutata. La pena va da uno a quattro anni se lo straniero è raggiunto da un provvedimento di espulsione perché è entrato in Italia illegalmente o non ha chiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, in assenza di cause di forza maggiore. La pena aumenta da uno a cinque anni se lo straniero destinatario dell’ordine di espulsione e di un nuovo ordine di allontanamento continua a rimanere illegalmente in Italia.
Rischia il carcere fino a tre anni chi da’ alloggio o affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto nel caso in cui vi sia un ingiusto profitto.
La norma prevede inoltre la possibilità di denunciare gli irregolari all’autorità giudiziaria eccezion fatta per i medici ed i presidi.
Si stabilisce che la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno, dopo aver svolto un test di conoscenza della lingua italiana e la stipula di un accordo di integrazione (a crediti), sia sottoposta al versamento di un contributo che va da 80 a 200 euro, che le istanze di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza siano soggette al pagamento di un importo pari a 200 euro. Tali somme concorrono alla formazione del c.d. fondo rimpatri.
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli.
La presentazione del permesso di soggiorno è necessaria per il compimento di tutti gli atti di stato civile, con conseguente timore di mancata denuncia all’anagrafe dei figli di irregolari.
Sono in corso modifiche che fanno sperare, come nel caso della “sanatoria delle badanti”.
Angela Allegria
Luglio 2009
In Il Clandestino, anno 1, n.5, luglio 2009

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