Intervista ad Angela Allegria

Qui dove le arti raggiungono altissimi vertici

 

Angela Allegria, membro dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, collaboratrice per riviste giuridiche e magazine, tra cui Modica Info Magazine, intervistata su Modica per Comuni-Italiani.it

Una sua breve presentazione e il suo rapporto con la terra in cui vive.
Sono una giornalista ma non solo. Studio Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania e mi sono laureata in Scienze Giuridiche presso la stessa.
Da giornalista, da donna e da siciliana, il legame con la Sicilia e con la mia Modica è molto forte. Durante la settimana vivo a Catania e, anche se amo tanto quella città, ritornare nella mia terra e vedere lo scorcio del Duomo di San Giorgio mi riempie il cuore di gioia e mi fa affermare: “Sono a casa!”

Cos’è che l’ha spinta a fare la giornalista?

Sono diventata giornalista per soddisfare la mia esigenza di comunicare e di conoscere. Sono curiosa di natura e mi piace apprendere cose nuove. Quando scrivo esprimo me stessa e comunico agli altri ciò di cui sono venuta a conoscenza e sono davvero felice di farlo.

Che rapporto ha con il territorio di Modica?

Ho fatto il biennio di tirocinio nella testata “Modica Info Magazine”, questo già dice tutto. La mia città, anche se non mi ha visto nascere, mi ha conosciuta quando avevo pochissimi giorni e l’amore è stato reciproco. Modica è qualcosa che si sente dentro, come l’essenza siciliana.

Ce la presenti brevemente.

Modica è una città di quasi 60mila abitanti, posta su quattro colline: Pizzo, Giancanta, Monserrato e Idria.
È divisa in tre parti: Modica Bassa, che si snoda attraverso il Corso Umberto ed è il vero salotto della città; Modica Alta, la parte più antica, ricca di chiese e di palazzi d’epoca; Modica Sorda, la parte moderna edificata nel XX secolo.
Fin dal 1296 fu Contea e questo accrebbe il suo prestigio e il suo potere che in una certa epoca sfidò addirittura quello del governatore di Sicilia. Si tratta di una città composita: resti medievali si ritrovano nelle chiese di Santa Maria del Gesù, nel Portale De Leva, nella Cappella Cabrera e soprattutto nell’antico Castello dei Conti che sovrasta la città; esempio imponente dello stile barocco è il Duomo di San Giorgio; l’arte settecentesca, invece, si scopre tanto nelle facciate degli edifici religiosi e civili, quanto nelle loro decorazioni. E poi c’è l’Ottocento e lo stile Liberty.
Non manca nulla insomma, neppure la zona commerciale nuova posta a Modica Sorda nella quale spiccano i palazzi multipiani.

Secondo lei cos’è che colpisce di più il turista del suo comune?

Senza dubbio il barocco. Il Duomo di San Giorgio, unica chiesa siciliana a cinque navate, posto alla fine di una scalinata (di 250 gradini!) a forma di calice, incanta non solo i turisti ma anche noi modicani che la conosciamo da sempre. La Cattedrale di San Pietro, con facciata settecentesca, colpisce l’occhio per la sua posizione sul corso principale dal quale si eleva attraverso una breve scalinata nella quale sono poste le statue degli apostoli.
Quando si parla di Duomo e di Cattedrale l’interlocutore rimane perplesso: sono presenti entrambe, perché Modica ha due Patroni, San Giorgio e San Pietro, anzi tre se si conta anche la Madonna delle Grazie. Sono storie di antichi, ma non troppo, campanilismi.

Quali sono le bellezze artistiche principali?

Oltre le chiese di San Giorgio e San Pietro, da visitare sono un po’ tutte le chiese: Modica ne conta più di cento. Sono tutte diverse e particolari nelle strutture e nelle decorazioni.
E poi i palazzi signorili, alcuni dei quali presentano le mensole barocche con le maschere che, imponenti, vegliano sulla città.
Due belvedere, una piazza principale con chiesa gotica e tanti ex conventi e monasteri che, dopo l’unità d’Italia, sono stati trasformati, come l’ex monastero delle benedettine divenuto prima Tribunale ed ora Palazzo della Cultura o l’ex convento dei gesuiti ora Liceo Classico e così via.

Cosa la rende più orgogliosa del suo comune?

Un po’ tutto: la sua storia, l’architettura, la presenza di uomini d’ingegno che l’hanno resa immortale nei secoli.

Qual è a suo parere la qualità principale che la città possiede?
A mio avviso la qualità principale di Modica è quella di essere rimasta incontaminata, nel senso di non essere stata invasa dal progresso dei grattacieli e di presentare ancora al visitatore scorci autentici.

C’è un piatto che la fa pensare alla sua città?
Il cioccolato modicano, fatto con pasta amara e zucchero grezzo: una ricetta che discende dagli aztechi.
Poi ci sono piatti tipici come le scacce, il coniglio a stimpirata, le ‘mpanatiglie, ossia dolci con carne e cioccolato, e tanti altri.

Un oggetto invece?
Un oggetto? Si certo, la barretta di cioccolato che viene esportata in tutto il mondo.

In quali occasioni la popolazione si ritrova?
La mattina di Pasqua nella processione della Madonna Vasa Vasa, funzione nella quale la Madonna va per le vie cittadine per cercare Gesù risorto e a mezzogiorno lo incontra e lo bacia.
Nelle feste di San Giorgio, la domenica dopo il 23 aprile, con la tradizionale processione del Santo attraverso la città alta e bassa, e di San Pietro il 29 giugno.

C’è qualche iniziativa particolare che vuole segnalare?
Iniziative culturali ce ne sono tante, ne ricordo due in particolare: l’Eurochocolate e la giostra medievale del Palio della Contea, che si svolgono entrambi su corso Umberto.

Quali sono le produzioni locali artigianali?

Oltre al cioccolato e ai dolci in generale, l’olio, le carrube, il frumento e la tradizionale fava modicana cottoia.

Quali sono i nomi illustri legati a Modica?
In primis il poeta Salvatore Quasimodo, nato proprio a Modica, e poi Vitaliano Brancati che frequentò alcuni anni al Liceo Classico Tommaso Campailla (lo stesso dove ho studiato anche io), Gesualdo Bufalino che vi insegnò e che descrive Modica ne “Argo e il cieco” da cui è stato tratto il film “Maria Venera”, il filosofo Carmelo Ottaviano, Tommaso Campailla, genio modicano, Girolama Grimaldi, contemporanea del Campailla, poetessa, donna colta e accademica. Ma poi patrioti, medici, avvocati, storici, menti brillanti sono nate e hanno vissuto a Modica.
E poi attori Andrea Tidona, Carlo Cartier e Marcello Perracchio, il regista Aurelio Grimaldi sono modicani.

Come pensa che sarà il futuro di Modica? E lei come lo vorrebbe?

Sinceramente non lo so. Modica sta puntando molto sul turismo, sulla tradizione e anche sul cinema. Molti sono stati i film che hanno visto Modica come set, come ad esempio “Anni Difficili” di Luigi Zampa, “Maria Venera”, “Il commissario Montalbano” e tanti altri film ambientati in Sicilia. Auguro di cuore alla mia città di non far dimenticare le tradizioni, di migliorarsi sempre di più, ma senza perdere la sua vera essenza, di farsi scoprire dal mondo, ma al contempo di rimanere nel cuore sempre uguale.

Sara Racidia

25 febbraio 2009

In http://rete.comuni-italiani.it/blog/

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