La concezione storica di Timeo di Taormina

Timeo, vissuto dal 346 al 250 circa a.C., era figlio di Andomaco, colui che aveva rifondato Tauromenio, l’attuale Taormina, intorno al 358 a.C. con un gruppo di cittadini di Nasso sopravvissuti alla distruzione della loro città ad opera di Dionisio I di Siracusa e ne era divento tiranno. Esiliato da Agatocle intorno al 315 Timeo si trasferì ad Atene, frequentò esponenti della scuola isocratea e dove rimase per oltre un cinquantennio. Secondo la tradizione Timeo avrebbe vissuto circa 96 anni, un vero record per quegli anni! Storico, fu il primo ad elaborare ed utilizzare una cronologia universale basata sulla comparazione fra cronologia olimpica, liste di magistrati epomini (arconti ateniesi ed efori spartani) e altra liste locali ma di antica tradizione, come quella delle sacerdotesse di Era in Argo. Insomma lo storico siciliano aveva già compreso l’importanza di studiare la storia nel suo complesso e non come singolo evento di una singola terra. Originale il suo gusto per i sincronismi, ad esempio la contemporanea fondazione di Roma e Cartagine o la nascita di Alessandro nel giorno in cui fu incendiato il tempo di Artemide ad Efesto. La sua opera maggiore è costituita dalle “Storie siciliane”, opera in 38 libri, di cui ci sono pervenuti solo 150 frammenti circa. In tale opera Timeo dedica un’introduzione di carattere generale che si estendeva per i primi cinque libri, nella parte centrale, quella maggiore, attenziona la storia dell’Occidente, centrata sulle vicende siciliane a partire dall’epoca della colonizzazione greca fino alla presa di potere di Agatocle, negli ultimi cinque libri parla della presa del potere di Agatocle, morto nel 289. In tarda età Timeo scrisse anche un’opera sulle imprese di Pirro. Essa arrivava probabilmente fino al 264, ovvero all’inizio della prima guerra punica. L’accuratezza nello studio dei documenti e in generale la sua erudizione sono riconosciuti da Cicerone e da Polibio, il quale, nonostante lo rimproverasse di usare più l’udito, nel senso dell’informazione libresca, che la vista, cioè l’informazione autopica, non poteva negarne la maestria. Certo Timeo non fu storico imparziale (nelle sue opere traspare una forte antipatia per Agatocle che lo aveva costretto all’esilio e, viceversa, un’esaltazione di Timoleonte che aveva fatto mantenere la tirannide su Tauromenio al padre), tuttavia fu il primo, dopo Antioco di Siracusa, a scrivere una storia completa e dettagliata sulla grecità occidentale all’interno di un quadro geo-etnogragico e culturale che comprendeva Cartagine, gli Iberi, i Celti, le popolazioni italiche. Egli fu inoltre il primo storico greco a cogliere la grandezza politica di Roma e a raccontarne le vicende in maniera ampia divenendo fonte preziosa per i primi annalisti.

Angela Allegria

24 novembre 2008

In www.modica.info

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