Fibrolisi, una tecnica naturale per star meglio. Intervista ad Alberto Tripoli

Nuove tecniche per guarire senza l’uso di medicinali, ma solo grazie alla manipolazione dei tessuti attraverso particolari strumenti. Nuove frontiere per il benessere, soprattutto quando, nonostante i farmaci, i traumi muscolari rimangono e periodicamente si fanno risentire.
Tradizionalmente la fibrolisi viene usata in ortopedia, reumatologia, fisiatria e medicina sportiva, ma è efficace ogni qualvolta si ha un trauma, come ad esempio nel caso di ematomi, contusioni, stiramenti muscolari.
Il termine fu coniato da Gowers nel 1904, ma la tecnica è di uno svedese.
Di tale tecnica parla Alberto Tripoli, naturopata, fondatore dell’Associazione Università Galileo Galilei con sede a Zogno (Br). Il prof. Tripoli mette in risalto pregi e difetti di questa tecnica, ma anche la necessità di un’attenta formazione dei terapisti che dovranno praticarla.

D: Alberto, in cosa consiste la fibrolisi?
R: La fibrolisi è una tecnica messa a punto dal fisioterapista svedese Eckman K. Essa consiste nell’uso di strumenti particolari, i fibrolisori, che agiscono sulla pelle per via meccanica, facendo “rotolare” i tessuti, scollando le aderenze e frantumando i noduli. Il tessuto distrutto viene riassorbito dall’organismo tra una seduta e l’altra.
Questa pratica è una forma di manipolazione solo per i tessuti molli. Sblocca le articolazioni, la fibrolisi scolla i noduli e le aderenze dei tessuti.
D: Quali sono le indicazioni di questa tecnica?
R: Ideale effettuare la tecnica di fibrolisi dopo traumi, stati infiammatori, perdita di tonicità ed elasticità muscolare, in presenza di continui crampi.
D: Ci sono delle controindicazioni?
R: Le controindicazioni sono quelle legate anche ad altre tecniche di manipolazione, come nel caso di presenza patologie tumorali, ferite esposte, soggetti diabetici da insulina, interventi chirurgici recenti.
D: Si tratta di una tecnica risolutiva?
R: La tecnica di fibrolisi è una tecnica che il fisioterapista esperto dovrebbe usare prima di eseguire un lavoro di riequilibrio posturale, poiché il solo massaggio può  non risultare risolutivo, anche le mani hanno dei limiti.
D: Un’ultima domanda: come nasce la vostra associazione Università Galileo Galilei?
R: L’Università nasce con l’obiettivo dei suoi soci fondatori di Formare con la F maiuscola e di farlo con testa, anima e cuore.  Formare è sempre stata una grossa responsabilità, ma oggi lo è ancora di più perché la società richiede sempre più preparazione e competenze super specialistiche. I professionisti di oggi e di domani non potranno che contare su una preparazione continuativa nell’arco di tutta la vita lavorativa. La vocazione della nostra associazione è rivolta soprattutto al mondo sanitario e a quello delle biodiscipline. Da giugno partirà un corso teorico-pratico sulla tecnica della fibrolisi.
Angela Allegria
24 aprile 2008
In www.7magazine.it

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  • Commenti (4)
    • νανα
    • 13 agosto 2008

    un messaggio per ANGELA ALEGRIA
    CIAO ANGELA,
    ho trovato molto interessante il tuo profilo , e la tua preparazione universitaria.sono lettrice all ORIENTALE DI NAPOLI, E di secondo lavoro faccio il giornalista.sto per pubblicare un libro intitolato STORIE UMANE E TELEVISIONE , STORIE autobiografiche tratte da una trasmissione televisiva, con un approccio psicosociale si mettono in evidenza i problemi individuali e sociali.
    ti lascio i miei emais se mi vuoi contattare
    filaou@otenet.gr spiti789@hotmail.com
    Gianna FILAU
    SALUTI , TANTE BELLE COSE
    gIANNA.

    • angelaallegria
    • 16 agosto 2008

    Ti ringrazio Gianna. Mi farebbe piacere scrivere un pezzo per il mio giornale riguardante il tuo libro che reputo interessante già dal titolo.
    Ci sentiamo.
    Tanti auguri anche a te!
    Angela

    • CLARA
    • 10 novembre 2009

    Gent.le Angela,
    da tempo, intervallato da periodi più o meno brevi, mi sottopongo a questa tecnica (fibrolisi) per curare una fibrosite molto dolorosa ad un braccio.
    E’ proprio in questo periodo che l’Ortopedico a cui mi rivolgo solitamente sta lavorando sul mio braccio per l’ennesima volta, ma senza ottenere i risultati immediati che abbiamo avuto precedentemente.
    E’ possibile che gli interventi precedenti abbiano causato piccole cicatrici o altro che possano compromettere i risultati attuali??
    Grazie per la risposta.
    Clara

    • angelaallegria
    • 10 novembre 2009

    Gent.ma Clara,
    purtroppo io non sono un medico e non so come aiutarla.
    Le posso però consigliare di rivolgersi ad uno specialista, anche al Dott. Tripoli che ho intervistato. Senza dubbio ne sa più di me.
    In bocca al lupo!
    Angela

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