Marco Travaglio a Catania per dialogare sulla libertà di espressione

Il ciclo di conversazioni ha preso le mosse venerdì 22 febbraio 2008 con Moni Ovadia e continuato con l’incontro con Marco Travaglio di venerdì 29 febbraio.
Il giornalista piemontese, la cui principale area di interesse è la cronaca giudiziaria, dalle questioni legate all’antimafia ai fenomeni di corruzione, si è soffermato sulla libertà di espressione del pensiero sancito dall’articolo 21 della Carta Costituzionale.
Una folla copiosa, motivata ed attentissima ha fatto da sfondo alla sottile ironia di Marco Travaglio, il quale ha risposto in maniera puntuale e precisa alle domande del moderatore Claudio Fava.
La discussione ha toccato punti salienti quali il rapporto politica-informazione, la censura, il c.d. conflitto di interessi “su cui è costruito il nostro Paese” come ha esplicitato Fava.
Con riferimento a questo ultimo punto il giornalista ospite di “Anno Zero” ha affermato: “Si tratta di una vera costituzione materiale che regge l’Italia. Il problema è che se ne parla a livello superiore, come se esso non possa coinvolgere la gente comune. Non c’è controllo perché controllato e controllante o sono d’accordo o sono la stessa persona. In tale quadro le tangenti sono ormai superflue”.
“Spiegato in questi termini – ha continuato – il conflitto di interessi diventa leggibile da parte di tutti ed è capito da tutti”.
Il giornalista “senza peli sulla lingua” ha proposto anche una soluzione per arginare il problema: individuare tutti i casi di conflitto di interessi e renderli conoscibili, palesi per tutti.
Il rapporto politica-informazione presente in Italia in maniera diversa dagli altri Paesi è stato l’incipit per parlare di informazione di parte.
Travaglio ha distinto tre categorie di giornali:
1.I giornali di partito
2.I giornali di partiti che non esistono
3.I giornali che non esistono, ma che comunque sono i partiti esistenti ( con riferimento a “Il campanile” e alla vicenda Mastella).
Non sono mancati i riferimenti a Cuffaro, a Berlusconi, a Scapagnini, ad Andreotti “ricordato sempre più spesso solo come grande politico e non come condannato per reati di mafia”.
“Oggi entrambi gli schieramenti politici fanno a gara per presentare liste di candidati puliti –  ha concluso – vedremo poi se sarà solo una finzione e una furbata elettorale, ma se ciò che fino a poco tempo fa sembrava impensabile sta diventando una priorità della politica è proprio grazie alla mobilitazione della società civile. È bastata la presa di posizione di un comico e di alcuni giornalisti, a cui hanno fatto seguito le adesioni di tantissimi italiani indignati, stufi di essere governati da ladri e mascalzoni: gli spazi ci sono, occorre sfruttarli al massimo. I politici, in fondo, fanno quello che noi gli permettiamo di fare”.
In conclusione Travaglio ha risposto alle domande fatte dal pubblico esprimendo il suo punto di vista sulle questioni propostogli.
Prossimi appuntamenti del ciclo di incontri sul 60° anniversario della Costituzione venerdì 7 marzo sull’articolo 101 (“La giustizia è amministrata nel nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge”) con Armando Spataro e giovedì 27 marzo sull’art. 3 (uguaglianza formale e sostanziale) con Serena Dandini.

Angela Allegria

14 marzo 2008

In www.modica.info

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