Ottaviano: filosofo figlio della Contea

Nei giorni 25 e 26 ottobre 2007 si è tenuto il Secondo Convegno Nazionale di studio dedicato a Carmelo Ottaviano presso l’aula magna Santo Mazzarino dell’ex Monastero dei Benedettini in Catania, attuale sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Il Convegno è voluto dal Comitato Nazionale Carmelo Ottaviano, di cui è presidente il Prof. Alessando Gisalberti, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’ateneo catanese, dal Dipartimento di Scienze della Cultura, dell’Uomo e del Territorio dell’Università di Catania, dal Dipartimento dei Processi Formativi dell’Università stessa, presieduto dal Prof. Franco Coniglione.
“Figlio di Modica come Tommaso Campailla – ha esordito il vicesindaco della Contea, Dott. Giovanni Frasca, il quale ha portato i saluti del Sindaco Piero Torchi Lucifora – ebbe un vero e proprio culto per Modica, per il suo Liceo Classico. E a Modica ha voluto essere sepolto”.
Professori universitari provenienti da ogni parte d’Italia, accademici, filosofi hanno fatto luce sulla figura enigmatica di Carmelo Ottaviano, filosofo antiidealista.
Il compito di aprire i lavori è stato assorto dal Prof. Giuseppe Giarrizo, emerito della facoltà di lettere, storico, accademico dei Lincei.
Egli, collega di Ottaviano, ha riflettuto sulla figura del filosofo modicano, per il cui studio non si può prescindere dal luogo in cui lo stesso visse e operò: la Sicilia del Sud Est, il territorio della Contea di Modica.
Ottaviano fa parte di una generazione che, da un lato, avverte la presenza di una serie di sollecitazioni provenienti dalla filosofia nazionale ed internazionale, dall’altro, l’impossibilità data dal fatto che il suo professore liceale gli ha fatto seguire una filosofia di tipo localistico.
Appassionato di filosofia medievale Ottaviano ha pubblicato per l’Accademica dei Lincei.
Nel 1933 fondò la rivista internazionale di filosofia Sophia, nel 1939 ottenne la libera docenza in Storia della filosofia.
“Non riusciva ad accettare il problema dell’ostracismo da Napoli, sede alla quale aspirava, partecipando ad un regolare concorso invalidato” spiega il Prof. Giarrizzo, mettendo in evidenza come il filosofo modicano non abbia mai accettato la sua collocazione nella Facoltà di lettere e filosofia di Catania.
“Aveva il gusto per il libro e l’antiquariato – prosegue l’Accademico dei Lincei – Questo ha consentito a lui l’acquisizione di intere biblioteche, messe a disposizione del Magistero catanese”.
Carmelo Ottaviano, infatti, fondò e diresse a Catania l’Istituto Universitario Parificato di Magistero, nel quale insegnò storia della filosofia, pedagogia, paleografia.
Pietra miliare della filosofia del Novecento, Ottaviano fu tuttavia sottovalutato anche per i suoi diverbi con Croce e Gentile.
A far da cornice alla manifestazione le tele del maestro Franco Cilia. Esse, dai colori brillanti, freddi ed intensi, presentano dei soggetti piccoli posti fra “finito ed infinito”.
Non si può non pensare alla immagine della farfalla di cui parla il filosofo modicano: “L’uomo è come la farfalla chiusa nella crisalide: è chiuso nella successione spazio-temporale; deve rompere questa scorza per vedere la luce e assurgere alla libertà e alla gioia di vivere”.
In chiusura della manifestazione Andrea Tidona, concittadino di Ottaviano, ha letto alcuni brani del filosofo.
 
Angela Allegria
30 ottobre 2007
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  • Commenti (2)
  1. Cara Angela,
    mi complimento per la tua capacità di analizzare con chiarezza la profondità dell’arte.
    Franco

    • angelaallegria
    • 16 agosto 2008

    La ringrazio Maestro per il suo commento nel mio blog. I miei complimenti vanno a Lei e alle Sue opere, alla Sua vera arte. E’ sempre più difficile poter godere di opere d’arte nel vero senso della parola. Grazie!
    Spero di poter ammirare ancora le Sue opere di persona.
    Con stima
    Angela

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