Altro colpo a Cosa Nostra: arrestato il boss Salvatore Lo Piccolo

È stato arrestato Salvatore Lo Piccolo, boss di Cosa Nostra, erede di Provenzano.
L’operazione, condotta da quaranta poliziotti della Sezione “Catturandi”, ha portato all’arresto del boss palermitano in località Giardinello, presso Carini.
Insieme al boss, latitante dal 1983, vengono catturati il figlio di questi, Sandro, latitante da nove anni, Andrea Adamo, reggente di Brancaccio e Gaspare Pulizzi, il quale controlla Carini.
La villa, nella quale il Lo Piccolo aveva organizzato un summit mafioso, sarebbe stata individuata dagli uomini della Polizia di Stato anche grazie alle rivelazioni di Francesco Franzese, il famoso “mafioso dei Rolex”, il quale, dopo la cattura avvenuta lo scorso 2 agosto aveva deciso di collaborare, collaborazione smentita dal Procuratore Messineo.
“Eravamo sulle tracce dei boss già da tempo – ha affermato il questore di Palermo Giuseppe Caruso – e questo è un grande risultato, aver preso anche altri due latitanti importanti”.
“Gli arresti di oggi segnano una giornata straordinaria per la democrazia italiana e la lotta alla mafia”, ha dichiarato Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia.
Nella villa sono state ritrovate otto pistole con silenziatori e munizioni, diversi “pizzini” e documenti ritenuti molto interessanti e ora al vaglio dei magistrati della DDA che hanno coordinato l’operazione, il procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e i sostituti Gozzo, Del Bene e Paci.
Dopo Provenzano e in attesa della cattura di Matteo Messina Denaro, l’arresto dei Lo Piccolo è un colpo importante alla criminalità mafiosa” ha dichiarato Leoluca Orlando.
Ma chi è Salvatore Lo Piccolo?
Nato a Palermo nel 1942, Il Barone, ha iniziato la sua carriera in Cosa Nostra come guardaspalle e autista del padrino di San Lorenzo, Rosario Riccobono, scomparso in seguito alla guerra di mafia degli anni Ottanta.
Alleatosi con i corleonesi diventa fiduciario di Totò Riina e Bernando Provenzano.
Dalla cattura di quest’ultimo aveva assunto un ruolo fondamentale, pari a quello detenuto da Matteo Messina Denaro nel trapanese.
“Salvatore Lo Piccolo –  ha detto Piero Grasso – in questo momento era l’unico in grado di raccogliere l’eredità di Provenzano e quindi era il vertice di Cosa nostra palermitana e stava tentando la scalata al vertice dell’organizzazione”.
E Sandro?
Al momento possiamo dire che si tratta del figlio di Salvatore Lo Piccolo, braccio destro del padre, destinato un giorno a succedergli.
Arrivati in Questura sono stati accolti da una folla che applaudiva gli agenti, ringraziandoli per la brillante operazione condotta e per aver liberato la Sicilia da quattro potenti boss.
“Pentitevi” il grido dei ragazzi del comitato “Addiopizzo” di Palermo, grido accompagnato dal brindisi dei ragazzi del movimento “Ammazzateci tutti”.

Angela Allegria

6 novembre 2007

In www.7magazine.it

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