Segnali di alleanze in Cosa Nostra

Scambio di cella fra i boss Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, e il numero uno catanese Nitto Santapaola, ma con un segnale in apparenza strano, tale da far annullare lo scambio stesso all’interno del carcere di Parma. I due boss, infatti, avrebbero lasciato contemporaneamente le loro fedi nuziali nelle rispettive celle.
Entrambe le mogli sono decedute: Vincenzina Marchese, moglie di Bagarella, per suicidio, Grazia Minniti in Santapaola, uccisa da un killer.
Entrambi gli esponenti di Cosa Nostra non si sarebbero mai tolti le fedi, simbolo di legame profondo con quelle donne che avevano donato loro tutto, persino la loro vita.
Ma le fedi sono state trovate proprio nelle celle dei due boss appartenenti a Cosa Nostra.
Un segnale forte, simbolo preciso atto a suggellare un’alleanza fra corleonesi e catanesi, fra due boss che in passato si erano “allontanati”, “persi di vista” in quanto Santapaola aveva manifestato la sua approvazione al metodo stragista dei corleonesi.
Tutto ciò alla vigilia della scarcerazione di Giuseppe Salvuccio Riina, terzogenito del padrino corleonese.
Altro segnale giunge a Milano, proprio a Totò Riina.
Nel carcere di Opera, infatti, perviene una busta indirizzata al boss corleonese, busta nella quale si trovano due cartoline dello stadio di San Siro, indirizzate rispettivamente allo stesso Riina una e a Bernardo Provenzano l’altra.
Sulle cartoline è scritto: “La pace è finita”.
Ma il messaggio non finisce qui: l’indirizzo è stato cambiato in via Borsellino, facendo palese riferimento alla strage di via D’Amelio, supposizione confermata anche dalla data di spedizione della busta, il 20 luglio 2007, esattamente il giorno successivo all’anniversario della strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i suoi cinque agenti di scorta.
Cosa Nostra è sempre stata attenta ai suoi segnali creando un linguaggio accurato e preciso, sottile e puntiglioso, usato al posto delle parole, ma altrettanto incisivo, forse anche più esplicito.
Questi ultimi segnali sono solo un avvertimento alle cosce avversarie mentre i palermitani concludono affari con i cugini scappati in America o costituiscono anche un segnale forte allo Stato per dimostrare che la questione non è affatto chiusa?
Angela Allegria
31 agosto 2007
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