Minacce a Lirio Abbate. Marcia della solidarietà promossa dall’Ordine dei Giornalisti

Vive alla Kalsa di Palermo, da dove provenivano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e come loro combatte con i propri mezzi e le proprie forze Cosa Nostra.
Lirio Abbate, redattore dell’ ANSA a Palermo e corrispondente de La Stampa, noto giornalista che ha seguito la mafia siciliana e il traffico di essere umani documentandone le sconcertanti verità, ha trovato giorno 1 settembre un ordigno incendiario rudimentale ma perfettamente funzionante vicino casa, bomba che due sconosciuti avevano cercato di inserire sotto la sua automobile.
Già dal maggio 2007 Abbate vive sottoscorta a causa delle intimidazioni fattogli da esponenti di Cosa Nostra e per questo è stato costretto per un periodo al trasferimento a Roma.
Ora, tornato a Palermo, un segnale preciso, un messaggio fatto recapitare da chi dice di non dimenticare.
Lirio Abbate è stato l’unico giornalista ad essere presente al momento della cattura di Bernardo Provenzano e si è sempre occupato di criminalità organizzata, fin dagli esordi al Giornale di Sicilia.
È pure coautore insieme a Peter Gomez de “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”, uscito nel marzo 2007.
“Il giornalismo del sud, i colleghi siciliani sono da sempre impegnati a raccontare una difficile realtà, rischiando ogni giorno la propria incolumità e quella dei loro cari. Lo dimostra il grave tributo di sangue versato dai tanti cronisti, non solo siciliani, che hanno sfidato le leggi mafiose per poter fare il loro mestiere” ha dichiarato Paolo Serventi Longhi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana.
“Per questi irrinunciabili principi della cultura e dell’autonomia professionale – ha affermato Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sicilia sottolineando la propria solidarietà ad Abbate – in Sicilia è stato pagato un prezzo molto alto. L’Ordine sarà sempre vigile e presente tutte le volte, e in questa occasione in modo particolare, che sarà necessario difendere il grande patrimonio morale dei giornalisti siciliani. E prima ancora la stessa possibilità di svolgere in Sicilia un fondamentale diritto costituzionale. Il livello dell’intimidazione è tale che va rivolto un appello al capo dello Stato quale garante delle libertà fondamentale perchè sia consentito ai cronisti di svolgere il loro lavoro con dignità e libertà”.
Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, esprime la propria solidarietà al giornalista, che esprime vera professionalità nel giornalismo d’inchiesta, dicendo di essere stato “colpito” dalle sue parole ed esprimendo “i suoi sentimenti di solidarietà e di augurio”.
Sabato 7 settembre a Palermo si è svolta la marcia della solidarietà promossa dall’Ordine dei Giornalisti partita  da piazza Croci e snodandosi per le vie del centro storico; erano presenti numerosissimi cronisti, il musicista e regista Moni Ovadia, molti politici e sindacalisti, magistrati e gente comune.
“È un segnale importante – dice Abbate – di solidarietà che arriva da tanti colleghi impegnati ogni giorno nel raccontare i fatti siciliani, senza piegare la schiena a minacce o a pressioni”.

Angela Allegria

10 settembre 2007

In www.7magazine.it

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