L’iniziativa bizzarra di una compagnia di crociera offende il popolo siciliano

Iniziativa bizzarra quella di una Compagnia che proponeva l’accoglienza dei turisti al porto di Palermo da parte di un animatore che impersonava un boss mafioso.

Contestata dagli indipendentisti di Lu Frunti Nazziunali Sicilianu, e dal leader di L’Altra Sicilia, Francesco Paolo Catania, il quale accusa la nota compagnia di “gettare gratuitamente discredito sul Popolo Siciliano” e definisce l’iniziativa una “incredibile e volgarissima offesa nei nostri confronti, gravissima perché considera normale ciò che è invece terribile violenza e soprattutto perché associa incredibilmente alla Sicilia, e solo alla Sicilia, questa turpe condizione che invece è problema globale.”
Nonostante la lettera di scuse della Royal Caribbean, questo il nome della compagnia, in cui si legge “Abbiamo un grande rispetto e ammirazione per la popolazione di Palermo e dell’intera Sicilia, e ci scusiamo profondamente per qualsiasi offesa possiamo avere arrecato. Non è mai stata nostra intenzione essere irrispettosi e apprezziamo particolarmente le oneste e sincere annotazioni che abbiamo ricevuto. Non useremo più il costume che vi ha recato offesa e ringraziamo i Palermitani per la loro comprensione”, la questione rimane.
L’aver associato ancora una volta il termine mafia alla Sicilia offende il popolo siciliano, che si vede addossata una veste non sua: egli infatti non è complice, bensì vittima di Cosa Nostra!
E il ruolo di “mafioso”, non costituisce un abito tradizionale siciliano, bensì il simbolo della sopraffazione di pochi nei confronti di una popolazione intera, il simbolo di un potere contro il quale molti sono stati uccisi per essersi ribellati ad esso.
La parola mafia, venuta fuori da “I mafiosi di la Vicaria”, commedia popolare del 1862-63, ambientata nel 1854 tra camorristi detenuti nel carcere palermitano, nella quale, per la prima volta, fu pronunciato il termine, non connota tuttavia un fenomeno strettamente siciliano, anche se nato in Sicilia. Basti pensare alla Camorra, alla Ndrangheta, alla Sacra Corona Unita, con riferimento alle c.d. mafie storiche, per richiamare alla mente le triadi cinesi, la mafia russa, la mafia nigeriana, la yakuza giapponese, i cartelli colombiani, la criminalità albanese e così via.
Insomma, un fenomeno di violenza, e non un’attrattiva turistica che non connota minimamente il popolo siciliano, ma che evidenzia organizzazioni criminali diffuse in parti diverse del mondo.
Vogliamo credere che l’iniziativa della foto col boss possa essere stata dettata da scarsa coscienza di ledere l’onore dei siciliani onesti, vogliamo credere alla buonafede della compagnia in questione, non abbiamo motivo di dubitare di ciò, ma che la questione serva da monito a tutti coloro che vedono nella Sicilia Cosa Nostra prima delle bellezze architettoniche e naturalistiche per le quali l’isola è celeberrima.
Angela Allegria
13 luglio 2007
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