Estate, tempo di vacanze, ma anche tempo di gelati

Bramato anche dai politici che lo richiedono nella buvette di Palazzo Madama, assolto dai nutrizionisti che lo inseriscono anche nelle diete, gradito da tutti i ceti sociali e fasce di età, il gelato artigianale è l’alimento estivo, e italiano, per eccellenza.
Questo alimento simbolo dell’estate, fatto dagli artigiani gelatai o prodotto in via industriale, popola le nostre tavole, ci accompagna nelle nostre passeggiate, diventa la scusa per un incontro, un break, a volte arriva addirittura a sostituire un vero e proprio pasto.
Secondo stime dell’l’Istituto del Gelato Italiano saranno ben 25 milioni gli italiani che, da giugno a settembre, mangeranno il gelato 3 o 4 volte alla settimana, mentre 10 milioni si concederanno questo piacere fresco tutti i giorni.
Ma come nasce il gelato? In che epoca?
Si legge nella Genesi che Isacco avesse fatto bere al padre Abramo una bevanda fatta con latte di capra unito a neve per ottenere un po’ di refrigerio; le fonti raccontano che Alessandro Magno gradisse neve mischiata a miele, frutta e spezie durante la sua campagna in India; in Egitto i Faraoni offrivano agli ospiti calici nei quali era contenuta neve mista a succo di frutta.
Nonostante tali testimonianze, il luogo e l’epoca in cui sia nato il gelato resta ancora un mistero.
Plinio il vecchio descrive una ricetta molto simile al nostro sorbetto, secondo la quale veniva no mescolati ghiaccio tritato finemente e miele  ad un’altra porzione di ghiaccio mescolato con succo di frutta, in modo da realizzare una specie di crema ghiacciata. Nell’Impero, infatti, la neve, proveniente dall’Etna e dal Vesuvio, veniva trasportata per il consumo dei patrizi, ma anche della plebe.
Nel Rinascimento fiorentino, cominciano ad esserci dati più precisi: Ruggeri e Buontalenti, considerati i “padri” fiorentini del gelato.
Il primo, cuoco, aveva partecipato ad una gara alla corte dei Medici per la preparazione del piatto più strano mai visto, proponendo appunto un miscuglio congelato di zabaione, panna e frutta che ottenne il consenso dei giurati.
Buontalenti, chimico, architetto, pittore e sculture, fu incaricato da Cosimo de’ Medici nel 1565 di organizzare un banchetto in occasione di una delegazione spagnola. In tale sede Buontalenti presentò anche il gelato. La ricetta si diffuse presto in tutte le corti europee, tanto che si vociferava che Caterina de’ Medici avesse fatto rapire i gelatai fiorentini per poter assaggiare in via esclusiva questo nuovo piatto.
Nel 1686 il siciliano Francesco Procopio de’ Cortelli aprì a Parigi il Caffè Procope, dove si servivano le sue famose “acque gelate”, le “creme gelate” oltre ai sorbetti. Il gelato di Procopio non conteneva più miele, bensì zucchero, e un pizzico di sale che permetteva di essere consumato anche dopo qualche giorno. Il successo fu tale che Luigi XIV gli conferì l’esclusiva su quelle prelibatezze tramite l’assegnazione di una patente reale.
Fra i secoli XVII e XVIII si aggiunsero ai succhi di frutta uova, latte e panna.
Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in America procendendo alla diffusione del gelato in maniera esorbitante, al punto che fu costruita la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.
E la cialda? Da dove nasce? Questo è certo, come tutte le grandi invenzioni nasce dal caso. Nel 1904, infatti, durante la Fiera Mondiale di St. Louis, un gelataio, avendo terminato i contenitori in cui proponeva i suoi gelati ai clienti, provò ad utilizzare dei wafer venduti da un banchetto lì vicino, ottenendo il successo del pubblico.

Angela Allegria

3 luglio 2007

In www.7magazine.it

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