Un mondo al rovescio

Teodoro arriva in facoltà affannato, corre, chiede permesso fra la folla, si toglie il cappotto nel corridoio, elimina la sciarpa. Finalmente, in ritardo di ben 25 minuti, arriva in aula e lì prende coscienza di una realtà diversa da quella di tutti i giorni. Lui, dottorando in giurisprudenza, biondo con gli occhi azzurri, bianco come il latte in volto, con le occhiaie per le nottate trascorse tra libri, sentenze e codici, si aggiusta gli occhiali tondi incredulo innanzi a tale visione: una commissione composta da ben quindici studenti sta in cattedra, nel posto in cui di solito i professori stanno seduti per tenere lezione o per interrogare quelle povere anime spaventate pronte a rispondere ad ogni domanda. Davanti a loro un solo candidato: il professore Lucifero, un vero diavolo nel suo ambito.
Lucifero era l’essere più rigido e severo di tutta la facoltà, il soggetto sul quale le leggende metropolitane stile film horror non erano che bazzecole innanzi alla cruda realtà.
Uno degli studenti seduti in cattedra alla vista di Teodoro si alza e lo invita a sedersi nel posto centrale consegnandogli un registro, proprio il registro degli esami.
Teodoro è sconvolto, sbalordito, senza parole. Comincia a pensare che sta sognando, ma gli eventi si succedono ad una velocità superiore di quella con la quale il suo cervello riesca a capire cosa sta accadendo.
Il professore Lucifero è incalzato dalle domande, è sempre più paonazzo, sta decisamente in difficoltà perché oltre alle minuzie che gli universitari secchioni gli chiedono ha solo tre secondi di tempo per rispondere.
Anche Teodoro fa le sue domande: chiede alcune fra le cose più specifiche e ibride della materia.
Poi la commissione invita il candidato a stare in silenzio perché si deve consultare.
Ad uno ad uno i componenti della commissione studentesca esprimono il loro parere.
Tutti propendono per la bocciatura.
Arriva il turno di Teodoro il quale è tentato di bocciare colui che ha mietuto tante vittime fra cui lui stesso. Poi però ricorda tutte quelle volte che era stato rimandato pur avendo studiato.
Teodoro chiede ai colleghi di poter fare un’ultima domanda al candidato. Richiama il prof. Lucifero e gli chiede: “Si è mai chiesto cosa prova uno studente quando viene rimandato pur avendo studiato?”
A quelle parola Lucifero rimane in silenzio, sbalordito, perplesso. Si rende conto che da toppo tempo aveva dimenticato cosa si prova a star dalla parte degli studenti, l’emozione, la tensione, il terrore per la materia e per il professore, capace di bocciare perché quel giorno ha una giornata storta o perché ha deciso di non dare la materia se l’esame è stato provato una sola volta.
Lucifero si rende conto di essere stato non solo troppo rigido, ma addirittura spietato.
Teodoro lo guarda e propone la promozione: sa che Lucifero sta riflettendo sul suo metodo di fare esame e questo gli basta.
Dal giorno dopo la realtà sarebbe tornata come ogni giorno: Lucifero in cattedra e Teodoro seduto innanzi a lui, ma con la speranza di una rinnovata umanità, non indulgenza, bensì giustezza.

Angela Allegria

 In www.galassiaarte.it

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  • Commenti (4)
    • michele caldarella
    • 20 ottobre 2008

    Angela,complimenti! bello, cioè, all’inizio hai raccontato esattamente la mia mattinata tipo e subito dopo quello che penso per sfogare la mia rabbia post-interrogazione almeno con la fantasia…lo posso copiaincollare per qualche tema?

    • angelaallegria
    • 20 ottobre 2008

    Grazie Miky, diciamo che il racconto nasce da un mio stress da studio…. copiare ed incollare? Citando la fonte però🙂 ehehehe

    • Emanuela Scuderi
    • 12 marzo 2010

    Mi pare vagamente di capire chi sia in realtà Lucifero…
    Mi è piaciuto tanto, Angela…magari “certa” gente potesse ricordare cosa si prova a stare dall’altra parte.
    Un bacio e complimenti.

      • angelaallegria
      • 12 marzo 2010

      Eh si, proprio lui è…. baci e grazie!

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