Angela Allegria

Il potere logora chi non ce l’ha

Intervista ad Angela Allegria per Vita di donna

Modica: per un labirinto di emozioni scendendo e risalendo

Angela Allegria, membro dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, collaboratrice per riviste giuridiche e magazine, tra cui Italia Notizie, intervistata sulla città di Modica per Vita di Donna.

Al mattino, quando ho aperto la finestra della camera dell’albergo mi resi conto che avevo completamente scordato di essere a Modica… al centro… nel cuore di Modica, stanco com’ero delle lunghe camminate dei giorni scorsi per il “Val di Noto”, ma con il cervello pronto ad immagazzinare ogni scena, ogni emozione che l’ambiente trasmetteva. Non mi ero accorto che nella cortes della “Locanda” era giunta Angela Allegria pronta per l’intervista che mi aveva promesso.

Una donna del sud che senz’altro con le sue capacità giornalistiche mi avrebbe trasmesso anche il calore della sua terra.

E quando mi vide, con un grosso sorriso, mi ricordò che dopo l’intervista mi doveva far vedere Modica in tutti i suoi angoli caratteristici, considerati dall’Unesco Bene dell’umanità.
Il paesaggio, la tradizione, il mare, la storia rendono Modica un itinerario di studio ricercato ed affascinante non lontano, per caratteristiche, da quello più vasto ed altrettanto unico della Sicilia orientale e di tutta l’isola. E’ la terra dove il barocco trionfa in tutta la sua opulenza e genialità.

Chi è Angela Allegria e cosa sente di esprimere di nuovo.

Sono una giornalista siciliana, legata alla mia terra e alle sue bellezze naturali, architettoniche, alle sue tradizioni popolari e anche culinarie. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Giuridiche presso l’Università degli studi di Catania mi sto laureando presso la stessa in Giurisprudenza. Mi diletto a scrivere, mi piace scoprire cose nuove, osservare, ascoltare, sentire con i sensi e cercare di riproporre il tutto con le parole. Di nuovo non credo di avere nulla: è la forma in cui le propongo che è diversa.

Ci può descrivere brevemente le sue esperienze nella terra in cui vive.
La Sicilia parla da sola. Basta osservare un paesaggio, un tramonto, farsi colpire dal sole cocente d’estate, dagli inverni miti, puntare lo sguardo verso l’Etna, ritornare con la mente alle rovine greche di Agrigento o Selinunte, aprire la finestra ed ammirare un palazzo barocco di Modica, scendere dall’autobus ed intravedere già la chiesa di San Giorgio per poter affermare di essere a casa. Questo mi capita ogni volta che torno a Modica dopo un viaggio o magari dopo essere stata a Catania, città nella quale trascorro la maggior parte della settimana. Il legame con la Sicilia, con Modica in particolare è molto intenso, viscerale, intimo.

Le donne giornalista hanno qualcosa in più – o in meno – dei loro colleghi uomini?
Personalmente non credo nella differenza fra uomo e donna. Non credo che una donna non possa fare ciò che voglia per esprimere se stessa. Una donna giornalista può cogliere le sfumature della realtà, descriverla, raccontarla non meno e non più di un uomo giornalista. Non è una questione di sesso, ma solo di capacità e di sensibilità.

Il suo essere “siciliana” le è stato più d’aiuto o d’ostacolo per la sua attività?
No, perché dovrebbe esserlo? Scrivo per Antimafia Duemila che ha sede nelle Marche. Non mi hanno mai detto che non potevo collaborare perché del sud. Anzi, quando invio la mia presentazione ci tengo a precisare che sono siciliana, per una sorta di orgoglio di patria. Nessuna discriminazione, se qualcuno dovesse iniziare non ha proprio capito nulla.

E’ più arduo, al Sud, far capire il concetto di tutela ambientale?
Forse si, purtroppo. Al nord si vedono spesso le città pulitissime, con tanto di fiori e composizioni verdi. Da Napoli in giù si pensa che la tutela ambientale non esista più e così si mostrano immagini di spazzatura, cassonetti stracolmi, discariche abusive a cielo aperto. È davvero un peccato, anche se è la verità, ma non del tutto. Molte associazioni si stanno muovendo: nella settimana di ferragosto anche dalle mie parti, nelle zone marittime del ragusano è stata promossa una campagna ambientale per la spiaggia pulita. C’è tanto da fare, ma sono ottimista. In fin dei conti se ognuno di noi facesse la sua parte, come ad esempio buttare le carte nei cestini, non abbandonare gli oggetti ingombranti in giro, rispettare la natura, evitare di gettare ogni sorta di cosa inutilizzabile in mare, non buttare le cicche accese in giro nei parchi o in campagna, non sarebbe poi tanto difficile rendere il nostro territorio pulito.

Come nasce il suo interesse per il territorio di Modica e il suo sviluppo.
Modica è la città in cui vivo da sempre, è normale che mi interessi al suo territorio, alla sua storia, alle tradizioni popolari. Su tali aspetti ho anche un vantaggio in più: mia madre, cultore d’arte e di storia patria che mi fa partecipe dei suoi studi e delle sue ricerche. È stata lei a far crescere in me l’amore per Modica, per quella che è stata e per quella che potrà ancora essere.

Con quali modalità ritiene che Modica debba sviluppare le sua ampie capacità turistiche?
Modica presenta un alto potenziale turistico legato alle sue vicende storiche, all’architettura, all’arte, alle oltre cento chiese che può vantare. Credo sia un peccato non far conoscere questo patrimonio anche agli altri. Il riconoscimento Unesco è un primo passo, ha fatto sì che Modica entrasse ancora di più sulla scena mondiale e diventasse non solo la città del cioccolato, ma la città del cioccolato e del barocco, una delle perle della Val di Noto.
Penso si debba continuare con la promozione del territorio, dei prodotti tipici, della storia e della cultura, degli uomini illustri che hanno dato lustro alla nostra città come ad esempio Salvatore QuasimodoTommaso CampaillaGirolama Grimaldi, letterata contemporanea del CampaillaVitaliano Brancati che frequentò il liceo classico Campailla, Gesualdo Bufalino che vi insegnò, uomini d’ingegno, letterati, medici, avvocati, filosofi comeCarmelo Ottaviano, ma anche uomini di spettacolo contemporanei come Andrea TidonaMarcello Perracchio,Carlo Cartier.

Ci descrivi brevemente la bellissima città al “melograna spaccata”.
Bufalino aveva ragione, Modica sembra proprio una “melograna spaccata”! Stanziata su quattro colli, Giacanta,MonserratoIdriaPizzo, Modica si presenta non omogenea nel suo complesso territoriale.
La parte bassa, nella quale predomina la cattedrale di San Pietro, si snoda lungo il corso Umberto, il salotto della città, ricco di palazzi ora barocchi ora liberty.
Modica Alta con il Duomo di San Giorgio in cima alla scalinata a forma di calice mostra i palazzi gentilizi e la terrazza del Pizzo, posto dal quale è possibile ammirare tutta la città dall’alto.
Modica Sorda, quartiere nuovo, ricco di strutture moderne, evidenzia una forma contemporanea, lasciando spazio ai centri commerciali e ai grandi negozi.
Ogni angolo della città è da osservare, da vivere: i vicoli di Cartellone, antico quartiere ebraico, le viuzze che salendo conducono a Modica Alta, ricchi di fiori e di luci, la chiesetta rupestre di San Nicolò inferiore, le chiese gotiche di Santa Maria del Gesù e del Carmine, il santuario della Madonna delle Grazie con la sua leggenda. Il castello dei Conti, il Portale de Leva, la cava d’Ispica, la Cava San Lazzaro.

Secondo lei il turismo di Modica può ampliare il suo sviluppo e, se si, come?
Anche se in questi anni Modica è stata pubblicizzata molto e per questo vede la presenza di tantissimi turisti che ne visitano i monumenti, non credo ci si debba fermare. Come pubblicizzarla ulteriormente? Organizzando manifestazioni nazionali ed internazionali, proponendo la sua bellezza oltre confine tramite i film, facendo conoscere il bello che davvero non manca a Modica!

Quali sono le opere artistiche principali?
Come già detto le chiese, i palazzi gentilizi, i monasteri, si pensi ad esempio al Palazzo di città ex monastero dei domenicani, o al palazzo della cultura ex monastero delle benedettine, o alla sede dell’archivio di stato palazzo Sant’Anna, o all’attuale istituto penitenziario che ingloba la chiesa del Gesù con annesso monastero.

La storia di Modica come le ha trasmesso la cultura del Mediterraneo?
Modica, come tutta la Sicilia, è stata crocevia del Mediterraneo: in essa si sono insediate le numerose popolazioni che hanno colonizzato la Sicilia e ciò è dimostrato anche dai suoi diversi nomi. Anche nella fondazione voluta secondo la leggenda da Ercole per riconoscenza ad una donna, Mozia, la quale gli aveva fatto ritrovare i suoi buoi trafugati, esprime il legame di Modica con la cultura mediterranea, con il mito.

Uno spot per la sua città.
Modica: forte del passato si affaccia al futuro.

Oltre al famoso cioccolato cosa offrirebbe come piatto particolare della sua terra?
Senza dubbio le impanatigghie, dolci a base di carne e cioccolato inventati dalle suore benedettine per rifocillare i predicatori durante la quaresima, il coniglio ‘a stimpirata, le scacce, u bruoru che paddunedda (brodo con le palline di carne).

Come sono sentite le feste religiose tra la popolazione?
Nonostante siamo nel terzo millennio, fortunatamente le feste religiose legate al culto dei santi non sono cadute nel dimenticatoio, ma conservano il loro fascino, il loro culto, la loro devozione. Così accade la domenica di Pasqua durante la processione della Madonna Vasa Vasa in cerca di Gesù risolto, o durante la festa di San Giorgio con i portatori in camicia rossa o nella più contenuta festa di San Pietro.

Abbiamo sentito che è in corso di restauro il convento S. Maria del Gesù, uno dei pochi monumenti superstiti del quattrocento. Ce ne può fare un cenno?
La Chiesa di Santa Maria del Gesù con l’annesso convento attualmente inglobata nell’istituto penitenziario modicano, è stata voluta per le nozze di Anna Cabrera con un membro della famiglia Henriquez, Federico. Siamo nel 1481.
La struttura presenta caratteri gotici tardi se visti in prospettiva europea, eppure non più di tanto se si tiene presente che in Sicilia le novità artistiche ed architettoniche arrivavano con un certo ritardo. Il portale con arco a sesto acuto immette alla chiesa che presenta delle navate divise orizzontalmente. A mio avviso, ma è solo un mio parere, l’unico portale rimasto è un portale laterale e questo spiegherebbe la divisione delle navate non orizzontali, bensì verticali come nelle altre chiese.
L’annesso chiostro, che si sviluppa in due livelli, richiama i motivi di quello di Monreale ed incanta per l’eleganza e la compostezza delle bifore e delle colonnine.

Il complesso è stato sede a partire dalla fine del XV secolo di una università gestita dai minori osservanti. Essa, attiva fino al XIX secolo, rilasciava lauree in filosofia e teologia.
La chiesa era scelta dalle famiglie nobili modicane quali gli Alliata, i Grimaldi, per conservarvi le spoglie dopo la morte. In essa è sepolto anche padre Cerrataneo, un frate esorcista beatificato perché sia da vivo che da morto era un grande esorcista. Attualmente è in corso il restauro: mi auguro che presto questa meraviglia architettonica possa essere nuovamente visibile agli occhi dei modicani e dei turisti.

In campo artigianale Modica cosa offre?
Oltre al cioccolato e ai dolci in generale, l’olio, le carrube, il frumento e la tradizionale fava modicana cottoia.

Camminare per le vie di Modica è come ritrovarsi all’interno di un romanzo: quali sono i nomi illustri letterari che la rappresentano?
Innanzitutto Salvatore Quasimodo che è nato nella città della Contea, poi Vitaliano Brancati che ha curato la sceneggiatura di “Anni Difficili” di Luigi Zampa, tratto dal suo racconto “Il vecchio con gli stivali”, Gesualdo Bufalino che vi ambienta il suo “Argo il cieco ovvero i sogni della memoria” dal quale hanno tratto il film “Maria Venera”.

Come vede il futuro turistico di Modica? Isolato o nel contesto dello sviluppo dei Comuni del Val di Noto? E lei come lo vorrebbe?
Come ho detto in precedenza Modica è una delle perle della Val di Noto, non vedo perché il suo futuro debba isolarsi dalla circostante realtà. Modica, come le altre città limitrofe, ha tutte le potenzialità per affrontare in maniera dignitosa il futuro e per distinguersi, elevarsi come ha fatto in passato. Confesso mi piacerebbe davvero che Modica tornasse agli splendori di un tempo, per restare sempre l’orgoglio dei modicani!

Pasquale Zenga

Turismo in Sicilia, www.costierabarocca.it

18 agosto 2009

In www.vitadidonna.org

Agosto 19, 2009 Pubblicato da angelaallegria | Vari | , , , , , , , , | 1 Commento

Intervista ad Angela Allegria

Qui dove le arti raggiungono altissimi vertici

 

Angela Allegria, membro dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, collaboratrice per riviste giuridiche e magazine, tra cui Modica Info Magazine, intervistata su Modica per Comuni-Italiani.it

Una sua breve presentazione e il suo rapporto con la terra in cui vive.
Sono una giornalista ma non solo. Studio Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania e mi sono laureata in Scienze Giuridiche presso la stessa.
Da giornalista, da donna e da siciliana, il legame con la Sicilia e con la mia Modica è molto forte. Durante la settimana vivo a Catania e, anche se amo tanto quella città, ritornare nella mia terra e vedere lo scorcio del Duomo di San Giorgio mi riempie il cuore di gioia e mi fa affermare: “Sono a casa!”

Cos’è che l’ha spinta a fare la giornalista?

Sono diventata giornalista per soddisfare la mia esigenza di comunicare e di conoscere. Sono curiosa di natura e mi piace apprendere cose nuove. Quando scrivo esprimo me stessa e comunico agli altri ciò di cui sono venuta a conoscenza e sono davvero felice di farlo.

Che rapporto ha con il territorio di Modica?

Ho fatto il biennio di tirocinio nella testata “Modica Info Magazine”, questo già dice tutto. La mia città, anche se non mi ha visto nascere, mi ha conosciuta quando avevo pochissimi giorni e l’amore è stato reciproco. Modica è qualcosa che si sente dentro, come l’essenza siciliana.

Ce la presenti brevemente.

Modica è una città di quasi 60mila abitanti, posta su quattro colline: Pizzo, Giancanta, Monserrato e Idria.
È divisa in tre parti: Modica Bassa, che si snoda attraverso il Corso Umberto ed è il vero salotto della città; Modica Alta, la parte più antica, ricca di chiese e di palazzi d’epoca; Modica Sorda, la parte moderna edificata nel XX secolo.
Fin dal 1296 fu Contea e questo accrebbe il suo prestigio e il suo potere che in una certa epoca sfidò addirittura quello del governatore di Sicilia. Si tratta di una città composita: resti medievali si ritrovano nelle chiese di Santa Maria del Gesù, nel Portale De Leva, nella Cappella Cabrera e soprattutto nell’antico Castello dei Conti che sovrasta la città; esempio imponente dello stile barocco è il Duomo di San Giorgio; l’arte settecentesca, invece, si scopre tanto nelle facciate degli edifici religiosi e civili, quanto nelle loro decorazioni. E poi c’è l’Ottocento e lo stile Liberty.
Non manca nulla insomma, neppure la zona commerciale nuova posta a Modica Sorda nella quale spiccano i palazzi multipiani.

Secondo lei cos’è che colpisce di più il turista del suo comune?

Senza dubbio il barocco. Il Duomo di San Giorgio, unica chiesa siciliana a cinque navate, posto alla fine di una scalinata (di 250 gradini!) a forma di calice, incanta non solo i turisti ma anche noi modicani che la conosciamo da sempre. La Cattedrale di San Pietro, con facciata settecentesca, colpisce l’occhio per la sua posizione sul corso principale dal quale si eleva attraverso una breve scalinata nella quale sono poste le statue degli apostoli.
Quando si parla di Duomo e di Cattedrale l’interlocutore rimane perplesso: sono presenti entrambe, perché Modica ha due Patroni, San Giorgio e San Pietro, anzi tre se si conta anche la Madonna delle Grazie. Sono storie di antichi, ma non troppo, campanilismi.

Quali sono le bellezze artistiche principali?

Oltre le chiese di San Giorgio e San Pietro, da visitare sono un po’ tutte le chiese: Modica ne conta più di cento. Sono tutte diverse e particolari nelle strutture e nelle decorazioni.
E poi i palazzi signorili, alcuni dei quali presentano le mensole barocche con le maschere che, imponenti, vegliano sulla città.
Due belvedere, una piazza principale con chiesa gotica e tanti ex conventi e monasteri che, dopo l’unità d’Italia, sono stati trasformati, come l’ex monastero delle benedettine divenuto prima Tribunale ed ora Palazzo della Cultura o l’ex convento dei gesuiti ora Liceo Classico e così via.

Cosa la rende più orgogliosa del suo comune?

Un po’ tutto: la sua storia, l’architettura, la presenza di uomini d’ingegno che l’hanno resa immortale nei secoli.

Qual è a suo parere la qualità principale che la città possiede?
A mio avviso la qualità principale di Modica è quella di essere rimasta incontaminata, nel senso di non essere stata invasa dal progresso dei grattacieli e di presentare ancora al visitatore scorci autentici.

C’è un piatto che la fa pensare alla sua città?
Il cioccolato modicano, fatto con pasta amara e zucchero grezzo: una ricetta che discende dagli aztechi.
Poi ci sono piatti tipici come le scacce, il coniglio a stimpirata, le ‘mpanatiglie, ossia dolci con carne e cioccolato, e tanti altri.

Un oggetto invece?
Un oggetto? Si certo, la barretta di cioccolato che viene esportata in tutto il mondo.

In quali occasioni la popolazione si ritrova?
La mattina di Pasqua nella processione della Madonna Vasa Vasa, funzione nella quale la Madonna va per le vie cittadine per cercare Gesù risorto e a mezzogiorno lo incontra e lo bacia.
Nelle feste di San Giorgio, la domenica dopo il 23 aprile, con la tradizionale processione del Santo attraverso la città alta e bassa, e di San Pietro il 29 giugno.

C’è qualche iniziativa particolare che vuole segnalare?
Iniziative culturali ce ne sono tante, ne ricordo due in particolare: l’Eurochocolate e la giostra medievale del Palio della Contea, che si svolgono entrambi su corso Umberto.

Quali sono le produzioni locali artigianali?

Oltre al cioccolato e ai dolci in generale, l’olio, le carrube, il frumento e la tradizionale fava modicana cottoia.

Quali sono i nomi illustri legati a Modica?
In primis il poeta Salvatore Quasimodo, nato proprio a Modica, e poi Vitaliano Brancati che frequentò alcuni anni al Liceo Classico Tommaso Campailla (lo stesso dove ho studiato anche io), Gesualdo Bufalino che vi insegnò e che descrive Modica ne “Argo e il cieco” da cui è stato tratto il film “Maria Venera”, il filosofo Carmelo Ottaviano, Tommaso Campailla, genio modicano, Girolama Grimaldi, contemporanea del Campailla, poetessa, donna colta e accademica. Ma poi patrioti, medici, avvocati, storici, menti brillanti sono nate e hanno vissuto a Modica.
E poi attori Andrea Tidona, Carlo Cartier e Marcello Perracchio, il regista Aurelio Grimaldi sono modicani.

Come pensa che sarà il futuro di Modica? E lei come lo vorrebbe?

Sinceramente non lo so. Modica sta puntando molto sul turismo, sulla tradizione e anche sul cinema. Molti sono stati i film che hanno visto Modica come set, come ad esempio “Anni Difficili” di Luigi Zampa, “Maria Venera”, “Il commissario Montalbano” e tanti altri film ambientati in Sicilia. Auguro di cuore alla mia città di non far dimenticare le tradizioni, di migliorarsi sempre di più, ma senza perdere la sua vera essenza, di farsi scoprire dal mondo, ma al contempo di rimanere nel cuore sempre uguale.

Sara Racidia

25 febbraio 2009

In http://rete.comuni-italiani.it/blog/

Febbraio 25, 2009 Pubblicato da angelaallegria | Vari | , , , , , | 1 Commento

Intervista a Rita Borsellino

Modica incontra Rita Borsellino
Giunta a Modica per appoggiare la candidatura di Antonello Buscema, Rita Borsellino parla del suo amore per i siciliani, del suo amore per la bellezza di Modica, della necessità del cambiamento, cambiamento che ha vissuto lei in prima persona.
La limpidezza dello sguardo, il sorriso sulle labbra, la semplicità delle parole, la logica linearità del ragionamento nato dalla piena coscienza della realtà e dalla speranza ottimistica di cambiare le cose: questi gli elementi colti dai modicani giovedì 12 giugno in piazza Giardina. Lo sguardo pacato di una donna che ha deciso di fare qualcosa per i siciliani perché è una di loro, perché ha vissuto in prima persona quegli eventi che ormai hanno assunto la certezza di fatto storico è stato percepito dai modicani prossimi alle elezioni.
Con il sorriso di sempre ha accettato di rispondere a qualche domanda.
D: Dott.ssa Borsellino, stasera a Modica per presentare Antonello Buscema, ma anche per incontrare Una Nuova Prospettiva, un movimento che ha fatto nascere lei. Possiamo dire che lei rappresenta una sorta di “Guida spirituale” di questo movimento culturale?
R: Mi sembra un impegno molto grande ma mi sento veramente di assumerlo. Antonello non sono venuta a presentarlo, voi lo conoscete molto bene: sono venuta ad accompagnarlo in questo percorso che sicuramente questa volta andrà a buon fine.
D: Lei ha sempre sostenuto che se Paolo non fosse morto lei sarebbe rimasta solo una madre, una nonna. Ha cominciato con l’antimafia per poi giungere alla politica volta alla costituzione di una società di giustizia. Come è avvenuto tale passaggio?
R: Non è una cosa strana. Se tutta la politica facesse anche antimafia sarebbe una cosa buona. È un passo naturale: se vuoi fare antimafia devi anche occuparti di politica perché spesso la mafia è dentro la politica.
D: In Sicilia è diventata il simbolo della lotta contro la mafia, il simbolo della legalità, ma anche della volontà di cambiare le cose “per l’affetto che prova per i siciliani”. Girando per le città siciliane ha potuto toccare con mano questo cambiamento? Pensa che anche a Modica un cambiamento sia possibile?
R: Spero di non essere solo un simbolo perché sarebbe troppo triste. Davvero mi sono impegnata molto, questo sicuramente, perché ci credo. I segni del cambiamento qualche volta bisogna cercarli perché non sono evidenti. Però quando li cerchi li trovi sicuramente.
D: Un augurio a Modica e ai modicani dopo le imminenti elezioni?
R: Auguro ai modicani di iniziare dopo le elezioni un nuovo percorso bello, vero, libero che renda Modica più bella di quella che è.

Angela Allegria

14 giugno 2008

In www.unanuovaprospettiva.it

Novembre 1, 2008 Pubblicato da angelaallegria | Vari | | 2 Commenti